Le Atmosfere

Simona Bartolena


  • Monica scrive. E scrive bene. Scrive come una che fa questo di mestiere. Eppure quando deve parlare di lei sceglie un altro mezzo. Preferisce le arti visive. Non c’è da stupirsene: parlare degli altri è facile; parlare di tutto… narrare una storia, descrivere un’emozione… è tutto molto semplice se si possiede la (rara) capacità di scrivere bene e con passione.


    Ma raccontare se stessi è una cosa diversa; le vie dell’espressione sono infinte e possono condurre chissà dove. Monica si è diretta verso il disegno e la pittura. Quell’emozione intensa, profonda, che turba l’animo quando si è coinvolti in prima persona in quello che si fa è la prima cosa che si coglie guardando le opere di questa scrittrice prestata all’arte.


    C’è un’atmosfera timidamente intima nel tratto e nel segno, quasi che lei stessa provi timore o una qualche ritrosia nell’indossare i panni dell’artista. Quando si descrive, Monica Marelli si definisce scrittrice e giornalista, eppure, è inutile negarlo, questi disegni parlano di lei molto bene, raccontano percorsi interiori, mondi privati, luoghi della mente ben nascosti. Le arti visive hanno un grande pregio: sanno rendere universali visioni personali. Sanno rendere pubblici, e dunque condivisibili, spazi di fragilità, paure, sicurezze e ambizioni. Sanno parlare agli altri meglio di mille parole. E questi “piccoli racconti”, queste “sensazioni” – come lei stesse definisce le sue opere – arrivano a chi guarda, al di là di ogni dissertazione tecnica e storico-artistica.


    Simona Bartolena,
    aprile 2017


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