Acido glicolico

n. 497

bottiglia

Ho appena ricevuto un campione da provare di acido glicolico. Un momento, mi sono detta, ma l’acido glicolico è quello che serve per il peeling chimico dal dermatologo: a qualche ora dall’applicazione il viso sembra un hamburger crudo (e dopo qualche giorno ecco le croste).

Niente di tutto questo. Oggi i chimici cosmetologi sono riusciti a ottenere una concentrazione e un pH del prodotto tale da essere sicuro per il trattamento in casa.

Che cos’è L’acido glicolico è un alfaidrossiacido (AHA) o acido della frutta. Si trova infatti in alcuni frutti (l’acido citrico del limone è un altro AHA) e nello zucchero di canna. È una molecola corta, formata da 2 atomi di carbonio, 4 idrogeni e 3 ossigeni.

A cosa serve Nell’industria tessile è usato per fissare i colori, in quella alimentare come conservante e aromatizzante mentre nei cosmetici serve come esfoliante.

Nei cosmetici Questa è la parte più interessante! Come accennavo l’acido glicolico è usato negli studi medici in concentrazioni alte, fino all’ 80% per ottenere il peeling chimico. L’aggressività del prodotto provoca una specie di ustione ma chi l’ha provato assicura che i risultati sono spettacolari: una volta guarita, la pelle è liscia come quella di un bambino, con macchie meno evidenti, segni dell’acne e rughe attenuati. Invece nei trattamenti casalinghi, come quello che ho ricevuto, la concentrazione non dovrebbe essere più alta del 10-12%, come richiede la legge.

Come agisce L’acido glicolico esfolia, cioè stacca le cellule morte che formano lo strato corneo, lo strato più superficiale della pelle. Un bimbo ha la pelle fresca e rosea perché, tra gli altri meccanismi, la pelle si esfolia al ritmo giusto: con l’andar del tempo invece la pelle rallenta i ritmi di esfoliazione naturale e la cute appare più spessa e opaca.

molecola

 

L’ho provato! Dato che mi piace molto sperimentare nuovi cosmetici, ecco cosa come è andata. Appena steso, la pelle non si è arrossata e una volta asciutta, ho avuto la sensazione che la superficie fosse già super-liscia! Chiare le istruzioni che si leggono sul bugiardino: il prodotto va steso la sera, dopo essersi struccate; si applica con il contagocce (è in vetro, ottimo), una cosa molto importante perché si limita la contaminazione con le dita; niente sole (la pelle può sensibilizzarsi); bisogna seguire il trattamento per 4 settimane, per lavorare in sinergia con il processo di rinnovamento fisiologico della pelle.

Perché proprio 4 settimane? L’epidermide è composta da diversi tipi di cellule, soprattutto da cheratinociti: si formano nello strato basale (quello più profondo) e poi nel giro di 28 giorni salgono in superficie. Quello che vediamo allo specchio, che laviamo e trucchiamo in altre parole è uno strato “vecchio” di quattro settimane. I cheratinociti staccati dall’acido glicolico sono cellule ormai disattivate.

Un aspetto negativo racchiude un aspetto positivo. Appena steso sulla pelle, l’odore non è buono. Per fortuna svanisce dopo circa un quarto d’ora. Qual è la cosa positiva? I formulatori non hanno “coperto” il cattivo odore con profumi sintetici, che possono dare allergie. Infatti leggendo l’elenco degli ingredienti, la lista è brevissima: solo 10 elementi:

Aqua: è acqua

Glycolic acid: è un AHA, l’esfoliante per eccellenza

Sodium citrate: regolatore del pH, cioè dell’acidità del prodotto che non deve essere eccessiva

 Polyacrylate crosspolymer-6: dà consistenza al prodotto

 Saccharide isomerate: si lega all’acqua dell’ambiente e lascia la pelle idratata

Mandelic acid: un altro AHA, serve per esfoliare

Gluconolactone: idratante

Potassium sorbate: conservante

Sodium benzoate: conservante antimicrobico

Citric acid: esfoliante e regolatore di pH

Nota da scienziata rompiscatole: sulla confezione è rappresentata una molecola. Non è quella dell’acido glicolico. Serve solo come suggestione. Peccato, potevano metterci quella reale! Ah dimenticavo: costa 37 euro e nella boccetta  ci sono 30 ml.

pack

 

 

 

 

 

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