Alluminio e salute

n. 448

alluminioUn’accesa discussione su Facebook riguardo i danni dell’alluminio mi ha convinta a scrivere questo post.

Ho letto un sacco di cose: come sempre emerge che “è la dose che fa il veleno”. La cosa più irritante comunque è l’atteggiamento delle autorità sanitarie quando si tratta di comunicare ai cittadini.

Per esempio, a noi cosa ce ne frega di sapere che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito “un’assunzione settimanale provvisoria tollerabile di 7/mg per peso di chilo corporeo corrispondenti a 60 milligrammi giornalieri per un uomo adulto”? Perché non fanno mai degli esempi PRATICI? Ho sempre la sensazione che nessuno si voglia prendere mai la responsabilità delle proprie affermazioni.

Comunque per ogni cosa è necessario il buon senso. Non si muore per aver cucinato nella pentola di alluminio ma possono insorgere problemi se si cucina sempre nelle pentole di alluminio. Così come se si mangia sempre nei piatti di plastica si rischia di accumulare plastica nell'organismo. E se si mangiano troppi dolci e si segue un'alimentazione schifosa per tutta la vita, il fatto che vengano il diabete o il tumore all'intestino non dovrebbe essere una grandissima sorpresa. E gli esempi potrebbero andare avanti all'infinito. Comunque, torniamo all’alluminio. Ho cercato di fare un breve sunto della questione.

Da dove arriva l’alluminio

Le fonti maggiori sono gli antitraspiranti e i farmaci contro l’acidità, afferma Helen Suh MacIntosh della Harvard University.

Si trova anche in diversi alimenti “naturali” come spinaci, lattuga, patate, the, ecc.

Altre fonti, cito testualmente un documento dell'Università di Trieste:

 Bicarbonato di soda, acqua, antitraspiranti, formaggi fusi, filtri di sigaretta, fogli per alimenti, bibite in lattina, tetrabrik, involucri di cioccolato, thè, caffè, biscotti, merendine, succhi di frutta in cartone, scatolame, pentole, coperchi, vernici, protesi dentarie, dentifricio, antiacidi con alluminio, aspirina tamponata, nel sale (come antiaggregante si usa il silicante di alluminio), sbiancante per farine, lievito all'allume, formaggi conservati, deodoranti (con alluminio cloridrato), aria inquinata, agenti essiccanti (silico alluminato di sodio), cacao, sale, lievito ecc..

Significa che dobbiamo evitare tutte queste cose, come per esempio rinunciare per sempre al cioccolato o non assumere mai più l’aspirina? Assolutamente no. Significa che dobbiamo fare attenzione. Per esempio mangiando meglio, così evitiamo l’uso degli antiacidi.

Diminuire le merendine e preferire alimenti come frutta fresca o dolci fatti in casa (stando attenti di non prender la farina trattata con composti dell’alluminio, naturalmente).

Oppure per quanto riguarda le pentole, non usare sempre e soltanto quelle di alluminio ma alternarle con quelle di acciaio, cotto,  ecc. Soprattuto se dobbiamo cucinare cibi acidi, come il pomodoro, perché avvengono reazioni chimiche che alterano il sapore dei cibi e li contaminano.

È pericoloso per la salute?

Dipende. Ci sono categorie di persone più a rischio di altre. Ecco qualche punto essenziale di una ricerca condotta in Francia e ripresa dagli studiosi dipartimento di farmacologia sperimentale dell’Università di Napoli Federico II.   Vi riporto qualche “pillola”:

  • L’alluminio può essere pericoloso, e persino mortale, se assunto in quantità eccessive (come dicevo, è la dose che fa il veleno, ndr)
  • Sono stati riscontrati effetti pericolosi su cervello, sangue e ossa nei pazienti con insufficienza renale perché costretti ad assumere farmaci che impediscono l’assorbimento del fosforo e tali farmaci sono a base di alluminio.
  • E’stata evidenziato un’elevata quantità di alluminio in alcune preparazioni alimentari per neonati
  • Cosmetici: per avere maggiori informazioni sono stati fatti anche degli studi sulla cute di topo, in modo da valutare l’assorbimento dell’alluminio attraverso alcuni cosmetici. I dati ottenuti hanno evidenziato un assorbimento del 100%. Tuttavia sono emersi importanti problemi metodologici, dovuti al fatto che la cute di topo non è assolutamente adatta per studi di biodisponibilità trasportabili all’uomo, in quanto l’epidermide di topo è costituita da 2 a 3 strati cellulari contro i 20-30 dell’uomo. Comunque, in attesa di questi dati, non ci sono elementi sufficienti per limitare l’uso dell’alluminio nei prodotti cosmetici.

Un’amara sorpresa: l’anima della lattina

Molti siti lanciano l’allarme: non usate cibi in scatola perché l’alluminio può contaminare il cibo. In realtà il vero pericolo non è l’alluminio ma la plastica che riveste lo strato interno del contenitore. Questo strato protegge il metallo dalla corrosione e impedisce la migrazione di particelle verso il cibo ma c’è una conseguenza. La pellicola interna rilascia BPA, cioè bisfenolo-A, usato per la lavorazione della plastica. Si è rivelato pericoloso per la salute perché, fra le altre cose, altera la capacità riproduttiva sia negli uomini che nelle donne. Per questo il consiglio degli esperti è quello di non consumare troppi cibi in scatola e limitare il contatto dei cibi con la plastica.

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