Contare il dolore

n. 571

testEsiste un test eseguito sui topi chiamato writhing test. In inglese to writhe significa contorcersi. Si usa per verificare, in fase preclinica, l’efficacia degli antidolorifici.

Prima però un po’ di anatomia: sapete che cos’è il peritoneo? E’ una membrana sottile e che riveste la cavità addominale. Ebbene nel peritoneo l’operatore inietta  una sostanza irritante (di solito fenchinolone oppure acido acetico). Poco dopo l’animale inizia a contorcersi a causa del dolore addominale.

I segnali del dolore acuto sono inequivocabili: l’animale inarca la schiena, la piega,  distende e raccoglie le zampe in continuazione. A questo punto l’operatore deve contare gli “stiramenti”: si considera uno stiramento completo quando il topo inarca la schiena per allungare l’addome e contemporaneamente allunga una delle zampe posteriori. Per esempio in un esperimento per la valutazione dell’antinfiammatorio etoricoxib, il gruppo di controllo di topi che non ha preso il farmaco ma solo l’irritante ha avuto 72 contorsioni in 30 minuti; chi aveva preso il farmaco invece 22 contorsioni. Nel prossimo post descriverò il test di Porsolt o del nuoto disperato, usato per la fase preclinica degli antidepressivi.

Una riflessione . E’ vero che non sono una life scientist ma sono prima di tutto una persona. E come persona, sapere che un essere vivente è appositamente “trattato” per contorcersi dal dolore, lo trovo discutibile. E già che ci sono mi chiedo se c’è differenza in un dolore provocato “a mente sana” da un bisturi (vivisezione) e quello indotto da una sostanza iniettabile. Cambia lo strumento ma il risultato finale, quello che il sistema nervoso dell'animale prova, mi appare simile. Possibile che il writhing test sia così indispensabile? E che non ci sia un’alternativa?

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fonti:

https://www.docenti.unina.it/downloadPub.do?tipoFile=md&id=313287

http://ajpcr.com/Vol4Issue1/173.pdf

http://www.research.psu.edu/arp/experimental-guidelines/rodent-behaviora...

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