Cosa c'è dentro: l'antipulci

n. 677

pestsUna sera di novembre di cinque anni fa, per la prima volta entrava nella mia casa quel piccolo ammasso di pelo bianco e macchioline color nocciola che oggi chiamo Piumino. La famiglia in cui era nato mi aveva avvisata di aver trattato il mio futuro micino, due settimane prima, con l’antipulci. Quando il giorno dopo Piumino venne a farsi fare le coccole (dopo aver rotto un vaso e rovesciato ogni cosa che potesse sperimentare la forza di gravità) mentre lavoravo al computer, vidi le pulci che cadevano stecchite sulla scrivania. Cosa le aveva uccise? Un po’ di fisica applicata ai loro piccolissimi neuroni.

Il principio attivo si chiama fipronil, è un insetticida usato anche in agricoltura,  fu approvato nel 1996 come antiparassitario per cani e gatti. Quando si mettono le goccine di fipronil sulla pelle del cane o del gatto, la sostanza essendo fortemente lipofila, va a depositarsi all’interno delle ghiandole sebacee, le strutture cutanee che producono il sebo.

Il sebo protegge la pelle dall’attacco dei batteri e dalle sostanze estranee, ma aiuta anche a fare da strato protettivo contro la disidratazione e aiuta la termoregolazione (la sua composizione del sebo determina l’odore dell’animale, avete notato che ogni micio ha un suo profumo personale?).

 Le ghiandole  sebacee agiscono così da piccoli “serbatoi” che continuamente espellono la sostanza, formando uno strato insetticida. Quando la pulce o la zecca si attacca alla pelle per succhiare il sangue, inghiotte il fipronil. Allora il suo sistema nervoso va in tilt per un eccesso di attività neuronale e muore: è come se all’improvviso il cervello del parassita fosse una macchina impazzita lanciata a velocità così elevata da far scoppiare il motore. L’insetticida non può uccidere larve e uova perché queste hanno un sistema nervoso diverso, che non risponde agli effetti tossici. Per questo in alcune formulazioni è aggiunto il methoprene, un ormone che riesce a bloccare la loro crescita.

Nel collare antipulci invece si utilizzano altre sostanze: il collare più famoso per esempio, Seresto, contiene imidacloprid e flumetrina. L’imidacloprid è una neurotossina per pulci e zecche che impedisce ai loro neuroni di comunicare fra loro, provocando la paralisi (tecnicamente impedisce all’acetilcolina di legarsi ai recettori). Anche la flumetrina è una paralizzante ma agisce in modo diverso: altera l’assetto elettrico dei neuroni in modo da impedire di poter condurre gli impulsi nervosi. La particolarità è che il collare agisce per 7-8 mesi perché è fatto di uno speciale polimero (una plastica) che rimane imbevuto per tanto tempo con le sostanze anti-parassitarie ed è resistente all’acqua. Anche questi due attivi si insinuano nelle ghiandole sebacee e quindi sulla pelle.

Secondo le ricerche, i prodotti a quelle dosi non sono tossici per i nostri animali, anche se alcuni possono essere allergici. Come precauzione quindi si raccomanda di mettere l’antiparassitario fra le scapole perché in quel punto l’animale non può arrivare per pulirsi il pelo ma bisogna stare attenti se i gatti sono due perché potrebbero fare grooming (cioè si puliscono il pelo a vicenda). Insomma, prima di applicare qualsiasi cosa o se avete dei dubbi sul loro uso, parlatene sempre con il vostro medico veterinario.

Fonti

http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/quaderni/ambientesoci...

Veterinary Pharmacology and Therapeutics, a cura di Jim E. Riviere, Mark G. Papich

http://apvma.gov.au/sites/default/files/publication/15191-fipronil-prf-vol2-animal-safety-literature_0.pdf

http://pets.thenest.com/frontline-cats-work-9204.html

http://npic.orst.edu/ingred/aifact.html

http://www.ismea.it/flex/AppData/Redational/Normative/pubnaz/20040329000300173.pdf

photo credits: http://www.warrenphotographic.co.uk/

 

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