Fisica del ravanello

n. 479

pinzimonioLa mia amica Enrica ha preparato questo meraviglioso pinzimonio, che potete ammirare in foto. Lo spettacolo naturale è meraviglioso e le prime riflessioni che hanno scoppiettato nel mio cervello sono state:

 

Enrica ha un talento pazzesco. Prima o poi le chiederò di scolpirmi qualche mela a forma di gatto: magari riuscirò a mangiare più frutta. Io non ci provo neanche. Non sarò mai capace neanche di fare le coccinelle con i ravanelli (le vedete?). Ho la manualità di una statua di marmo: all’università, quando dovevo andare al laboratorio di Fisica Sperimentale 1 riuscivo a rompere i circuiti elettrici fatti con i fogli di alluminio, per dire. Per non parlare di quando mi hanno messo in mano un calibro: meglio dimenticare.

scultura

L’alimentazione vegetariana è allegra. I carnivori devono accontentarsi di aver qualche fetta di crudo arrotolata a forma di rosa, non di più,  un wurstel tagliato in quattro o una polpetta con gli occhi fatti con due olive. O c’è qualche chef di tendenza capace di realizzare l’uccello del paradiso innamorato con le fettine di filetto? (Dai, scherzo un po’…)

 

I colori: un fenomeno bellissimo e quantistico.  È  tutto lì, sotto i nostri occhi. Per esempio la molecola di licopene è quella che rende rossi i pomodori. E i ravanelli sono così accesi grazie agli antociani. Queste molecole assorbono la luce del sole o della lampadina (composta da tante lunghezze d’onda che chiamiamo colori)  ma riflettono la luce rossa, che arriva ai nostri occhi. Il tutto avviene grazie al lavoro degli elettroni delle molecole dei pigmenti, che “mangiano” le varie lunghezze d’onda e “rifiutano” quella rossa, nel caso degli esempi citati. Naturalmente il fenomeno è lo stesso per tutti gli altri colori: elettroni che assorbono e superfici che riflettono ciò che rimane della luce. E se siamo al buio? Niente elettroni al lavoro, niente colori!

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