Il lato B del caffè

n. 319

zibetto

Il caffè più caro del mondo costa circa 80 dollari a tazza. Si chiama Kopi Luwak, giapponesi e sud coreani ne vanno pazzi. Dicono che abbia un aroma particolare, rotondo, con un retrogusto di ciocciolato fondendente e muschio. Dicono che è talmente buono, che non è necessario zuccherarlo o macchiarlo col latte. Il segreto? Viene raccolto nelle feci dello zibetto. Il piccolo animale è ghiotto di bacche di caffè, che dopo essere state ingerite, vemgono solo parzialmente digerite. E quello che accade nell’intestino durante il transito, sono reazioni chimiche speciali, che daranno alle bacche quel sapore tanto apprezzato. Lo zibetto infatti rosicchia la polpa esterna fresca poi inghiotte. I succhi gastrici  e gli enzimi che si trovano nello stomaco dell’animaletto aumentano la quantità di acido citrico, la sostanza che renderà speciale il sapore del caffè. I chicchi espulsi sono raccolti, lavati, fermentati, seccati, tostati e alla fine venduti. Il prezzo all’ingrosso può arrivare a 700 dollari al chilo, quindi quasi 525 euro. Naturalmente si parla già di sfruttamento degli animali: i geniacci hanno deciso di allevarli in batteria in condizioni disastrose (la BBC scoprì allevamento-lager a Sumara), per fare più soldi. Li nutrono soprattutto con bacche di caffè. Ma gli affari non vanno bene: con una dieta così sbilanciata, i chicchi espulsi non sono di buona qualità. Invito gli allevatori a fare quello che si aspettano dai poveri animali.

 

 

 

 

 

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