L'assassino è una donna. Forse

n. 292

L'assassino è una donna. Forse

rossetto

Quando sono a pranzo da amici e a tavola trovo il tovagliolo di tessuto… ahia! È imbarazzante indossare il rossetto e rischiare di macchiare il cotone con un bel rosso ciliegia o un rosa caramella, tanto più che tendo a usare lipstick indelebili! Certo, se fossi un'assassina dovrei truccarmi in modo diverso. Burrocacao da supermercato e non di più. Le tracce lasciate dai rossetti infatti sono elementi così “interessanti” che gli scienziati della University of Kent hanno messo a punto una nuova tecnica forense che non solo permette di risalire alla composizione (e questo già si poteva fare) ma assicura che l'impronta lasciata rimanga al 100% integra durante l'esame.

Ed questo aspetto che è rivoluzionario: se non è necessario prelevare il rossetto e trasferirlo, il pericolo di alterare la traccia praticamente si nulla. Gli anglosassoni parlano in questo caso di continuity of evidence. Mi spiega l'avvocato Consuelo Cecconi di Pistoia: «Si fa riferimento al concetto di accertamento irripetibile ossia che per le sue caratteristiche mutrebbe lo stato di conservazione del reperto. Ad esempio nel nostro ordinamento per gli accertamenti irripetibili si usa il procedimento dell'incidente probatorio. Quindi il continuity of evidence fa riferimento a elementi procedurali che non esistono nel nostro ordinamento, dove non tutte le prove raccolte durante l'indagine sono ammissibili». Qual è dunque segreto dunque per avere una perfetta continuity of evidence? La spettroscopia Raman.

Serve per risalire alla composizione chimica delle tracce e soprattutto può funzionare attraverso il sacchetto trasparente di plastica usato nella raccolta delle prove. E funziona grazie alla natura quantistica della materia. Ecco cosa succede. Quando un raggio di luce laser investe una sostanza ignota, accadono due fenomeni: 1) la luce del laser viene riflessa e mantiene la sua energia iniziale. Come dire: ho delle palline rosse, le lancio contro un muro e mi tornano indietro palline rosse; 2) la luce laser viene riflessa ma la sua energia è cambiata perché ha interagito con le molecole della sostanza misteriosa. Come dire: ho delle palline rosse, le lancio contro un muro e quando rimbalzano tornano da me palline rosse, arancioni, viola, verdi…A livello di vero muro e vere palline ciò non accade ma se al posto delle palline mettiamo i fotoni di luce rossa del raggio laser e al posto del muro ci sono le molecole che compongono un rossetto allora diventa possibile perché i fotoni possono essere assorbiti dalle molecole, che sono struttue non rigide ma vibranti e che quindi possono “pizzicate” dai fotoni come le corde di una chitarra.

Quindi a seconda dell'energia che assumono i fotoni “di ritorno” si può dedurre con quali tipi di molecole hanno interagito. Collezionando le varie energie si può dedurre la compozione del rossetto e dato che ogni marca ha la sua propria “ricetta”, si può risalire poi al brand. È allo studio la spettroscopia Raman per le tracce di fondotinta, eyeliner e creme per il viso. Insomma, per le assassine non ci sarà più scampo. E per gli assassini? Considerando che oggi i maschi sono sempre più vanitosi, ci aspettiamo una nuova spettrografia tarata su: crema depilatoria, ceretta, antirughe…

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