Lo compro o no? Ciobar

n. 699

ciobarciobarDopo il lungo lavoro che ho svolto per scrivere “Cosa c’è nel mio cibo” un sacco di gente mi chiede consigli su come fare la spesa! Quello che rispondo è semplice: leggiamo le etichette e premiamo i produttori che mettono sul mercato alimenti che non contengono coloranti, conservanti, ingredienti scadenti... Il problema infatti è che tendiamo ad accumulare nell’organismo troppi di questi pessimi ingredienti e col tempo la salute ne risentirà.

Ecco allora un nuovo post di una nuova rubrica, leggo l’etichetta e decido: Lo compro? Oggi: Ciobar

Guardiamo gli ingredienti:

cioccolato comune magro in polvere 74,5% (zucchero, cacao magro)

amido modificato, cacao magro, sale, aromi

Mi incuriosisce la scritta “cioccolato comune”: in che senso “comune”? Leggo sul sito Adiconsum che con Cioccolato comune in polvere si intende un mix di cacao e zuccheri. E' diverso da “Cacao in polvere”, in cui la polvere è appunta fatta solo da cacao, senza zuccheri aggiunti. Ma il cioccolato comune in polvere si distingue anche dal Cioccolato in polvere: questo infatti ha come minimo il 32% di cacao mentre in quello “comune”, presente nel Ciobar, la soglia minima ammessa per legge è del 25%. Se il produttore ne metta il minimo del 25% o sia più generoso e la quota diventa del  30% o del 40%... non possiamo dedurlo dall'etichetta.

L’amido modificato è amido che è stato trattato chimicamente o fisicamente per renderlo più resistente al surriscaldamento, per esempio, oppure per modificarne l’acidità. Qui serve come addensante

Lo compro o no? La Ciobar l’avevo assaggiata un po’ di tempo fa, certo è buonissima ma per me è troppo dolce (ed è curioso detto da me perché io adoro le cose dolci, eppure...). Così ho scelto comprare una semplice confezione di cacao in polvere: nella cioccolata aggiungerò lo zucchero a mio piacimento e forse sarà meno densa ma non mi importa. Quello che mi interessa è coltivare la mia passione chocoholica!

Info bonus: la parola “cioccolato”, che per me è sinonimo di paradiso chimico, deriva dal nome del dio Azteco Quetzacoàtl.

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