Lo compro o no? Pesto Top Esselunga

n. 687

pestopestoDopo il lungo lavoro che ho svolto per scrivere “Cosa c’è nel mio cibo” un sacco di gente mi chiede consigli su come fare la spesa! Quello che rispondo è semplice: leggiamo le etichette e premiamo i produttori che mettono sul mercato alimenti che non contengono troppi coloranti, conservanti, ingredienti scadenti... Il problema infatti è che tendiamo ad accumulare nell’organismo troppi di questi pessimi ingredienti e col tempo la salute ne risentirà.

Ecco allora un nuovo post di una nuova rubrica, leggo l’etichetta e decido: Lo compro? E vi dico se questo prodotto è finito nel mio carrello o no.

Oggi: Pesto Top senz'aglio  Esselunga

 

Leggo l’etichetta e trovo:

-pasta di basilico (basilico 17% sul prodotto finito, olio di semi di girasole, sale, antiossidante: E300), olio extravergine di oliva 20%, Grana Padano 15%, burro, pinoli 9%, olio di semi di girasole, noci, Pecorino.

-Questo prodotto è ben lontano dalla ricetta originale, che non prevede di certo la “pasta di basilico”, il burro o il Grana Padano o l’olio di semi di girasole, olio però che alle volte l’industria preferisce perché costa meno e ha un sapore più delicato rispetto a quello dell’olio d’oliva, che alcuni consumatori posso apprezzare di più.

-Dietro la sigla E300 si nasconde l’antiossidante acido ascorbico, in pratica la vitamina C. E’ aggiunta per non far annerire il composto.

Lo compro o no? NO.  La ricetta è una pallida imitazione di quella originale e usa ingredienti di scarsa qualità, la percentuale di basilico (17%) è bassissima. Sullo scaffale di fronte c’era un pesto con il 63% di basilico e solo olio extravergine di oliva, con pecorino e pinoli: certo costava il doppio...

Per la ricetta originale: http://www.mangiareinliguria.it/consorziopestogenovese/pestogenovese.php

 

 

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