Mistero lunare

n. 471

faccelunaIl mistero della Luna nascosta Avete presente le grandi macchie scure che si vedono sulla Luna? Gli antichi li chiamarono “maria”, parola latina plurale di “mare” perché credevano fossero delle masse d’acqua. Sono altopiani di basalto, che appare più scuro rispetto al terreno circostante, non butterati da crateri come il resto della superficie, di cui occupano il 70% circa. Hanno circa 4 miliardi di anni. Quando nel 1959 il veicolo spaziale sovietico Luna 3 trasmise le prime immagini del lato nascosto del nostro satellite, ci fu una sorpresa: i mari erano praticamente assenti. Come mai? Questione di… cottura della Luna. Il mistero è stato svelato dagli astrofisici Steinn Sigurdsson e Arpita Roy della Pennsylvania State University: dipende dalla differenza nello spessore della crosta lunare delle due facce, che a sua volta dipende dal modo in cui si è formata la Luna.

La teoria più accreditata oggi sulla formazione della Luna è quella del Grande Impatto: un oggetto grande quanto il pianeta Marte colpì una giovane Terra e il materiale schizzato nello spazio, più vari frammenti orbitanti, si unirono per formare il satellite. La forza di gravità le agganciò per sempre in modo da “sincronizzarle” e da allora la Luna ci rivolge sempre la stessa faccia. Subito dopo l’impatto, sia la Terra che la Luna erano molto calde e molto vicine, dalle 10 alle 20 volte più vicine rispetto ad oggi (384.400 km).

La Luna essendo più piccola, si raffreddò prima della Terra e il nostro pianeta, la cui superficie superava i 2500 °C, continuò a irradiare nello spazio parecchio calore e come un gigantesco phon puntato sulla faccia visibile della Luna, la riscaldò così tanto da far nascere una bella differenza con la faccia nascosta Nella fase di raffreddamento, le particelle sospese sulla faccia nascosta iniziarono ad adagiarsi prima, come una spolverata di neve. In particolare furono determinanti le particelle di alluminio e calcio perché nel giro di migliaia-milioni di anni, questi elementi si combinarono con i silicati del mantello lunare formando feldspati di “plagioclasio”, che col tempo si spostarono in superficie.

L’altra parte, quella rivolta verso la calda Terra ci mise più tempo a raffreddarsi e quando veniva colpita dai meteoroidi*, questi perforavano una crosta più sottile e permettevano la fuoriuscita di vasti laghi di lava basaltica, un po’ come accade se si buca la crosta di una torta che non è ancora ben cotta. Queste fuoriuscite di magma, una volta raffreddate sono diventate i visibili mari. I meteoroidi che colpivano la faccia nascosta invece, atterravano su una superficie più spessa (come dire: ormai ben “cotta”, per rimanere nella metafora culinaria) e non si verificava alcuna fuoriuscita di materiale magmatico. Ecco perché la faccia nascosta della Luna non ha “macchie scure”.

*Frammenti rocciosi o metallici dalle dimesioni di polveri fino a quelle di un masso da migliaia di tonnellate di peso.

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