Oltre 38

n. 222

Oltre 38

parola

Perché amici e amiche prendete la Tachipirina come se fosse una caramella anti-febbre? L’Organizzazione Mondiale della Sanità la raccomanda solo nel caso in cui la febbre superi ALMENO i 38,5 gradi dato che lo svarione termodinamico è un meccanismo per uccidere i microbi e i virus che altrimenti continuerebbero con i loro rave parties. Comunque, mi sono divertita a curiosare sul suo meccanismo di azione perchè mi affascina il modo in cui le molecole dei farmaci interagiscono con quelle del nostro organismo!

Ho scoperto per esempio che per circa un secolo il funzionamento del paracetamolo o acetaminofene (questo è il nome dell’attivo, Tachipirina è il nome commerciale) è rimasto un mistero. Si sa che funziona come lieve antidolorifico (la mia amica Patty lo prende per il mal i testa) ma sul perché, nebbia assoluta. Ora recenti ricerche azzardano un’ipotesi he però non è ancora stata accettata da tutta la comunità medica. Alcuni scienziati hanno proposto che il paracetamolo inibisca l’enzima cicloossigenase-3 (COX-3).

Gli enzimi sono macro-proteine che servono per accelerare reazioni chimiche che altrimenti sarebbero lentissime. La COX-3 è quella che, insieme alle altre sue simili, la COX-1 e la COX-2, permette la sintesi delle molecole chiamate prostaglandine, le messaggere del dolore e in generale dei processi infiammatori. Il paracetamolo non fa un gran che alle COX-1 e 2 quindi i ricercatori deducono che ci siano delle COX-3 sulle quali agiesce efficacemente il faramco. Le COX-3 si trovano in abbondanza nel cervello e il paracetamolo è una molecola capace di superare la barriera emato-encefalica quindi riesce a smorzare le COX-3.

Cos’è questa barriera? È una separazione, un “muro biologico” che difende i neuroni da sostanze estranee. In pratica sulle estremità dei capillari che nutrono il cervello ci sono delle cellule che impediscono a molecole troppo grosse di passare. Quindi il paracetamolo riesce a passare. Non è l’unica molecola abbastanza “snella” da sgusciare al di là del muro: anche quella dell’alcool è abbastanza piccola ed per questo che bevendo troppo, ci si ubriaca.

Un’ultima curiosià: le messaggere del dolore si chiamano prostaglandine perché furono identificate per la prima volta nel 1935 nel liquido seminale, quindi i ricercatori credettero che fossero prodotte dalla prostata. In realtà sono fabbricate dalle cellule di tanti tessuti diversi (gli uomini, i soliti egocentrici :-D )
Tags:

Facebook Comments Box