Oro e vodka dal cielo

n. 367

risottoUna lettrice, Bruna, mi ha chiesto di parlare dell’oro commestibile. Lo chef Gualtiero Marchesi per esempio nei dorati anni Ottanta firmava il suo famoso risotto giallo con un foglietto quadrato d’oro puro al centro del piatto. Così sottile che diventa una seconda pelle per i chicchi! Ma non fa male mangiare oro?

L’oro è stato utilizzato in cibi e bevande perfino dagli Antichi Egizi. Non è tossico per il corpo umano perché non può accumularsi: entra dalla bocca e poi torna all’aperto in tutta la sua preziosità. Vediamo perché.

L'oro resiste non reagisce con nulla: non arrugginisce per colpa dell’ossigeno presente nell’aria e la maggior parte degli acidi non riesce ad attaccarlo. Per questo motivo era così affascinante agli occhi degli alchimisti. Poi venne l’alchimista musulmano Jabir ibn Hayyn: la sua miscela di acido nitrico e acido cloridrico era letale per il nobile oro.

Questo mix fu chiamato acqua regia proprio per la sua capacità di sciogliere il metallo più amato. Un momento, ma l’acido cloridrico non è quello prodotto dal nostro stomaco? Sì, ma però solo non riesce a intaccare l’oro perché ci vuole anche l’altro acido, il nitrico. Ecco perché il risotto dello chef è commestibile.

Una delle bevande più stupefacenti  è la vodka Smirnoff Gold: i fiocchi d’oro a 23 carati sono uniformementi sospesi, come un’eterna nevicata.

vodka

Come mai non si depositano sul fondo? L’azienda non svela il segreto ma potrebbe nascondersi in un additivo alimentare chiamato gomma di gellano.

Inodore, incolore e insapore è ottenuto da un’alga e ne basta pochissimo per aumentare la viscosità di un liquido. In questo modo la bevanda riesce a contrastare la forza di gravità che tira verso il basso i fiocchi.

Per finire una curiosità: guardate il vostro anello, la vostra catenina o qualunque cosa d’oro. State guardando un pezzo di materiale extraterrestre. Secondo uno studio pubblicato su Nature dai ricercatori dell’Università di Bristol, la maggior parte dell’oro terrestre è stato sparpagliato come zucchero a velo sul pandoro da una pioggia di meteoriti quando la Terra aveva solo 200 milioni di anni.

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