Ricerca scientifica: chi vuole restare nel medioevo?

n. 602

topoSono appena tornata dalla conferenza organizzata da Oltre la Sperimentazione Animale che si è tenuta oggi a Brugherio. E' stato INTERESSANTISSIMO. Si è discusso soprattutto di scienza (no, non abbiamo fatto pucci-pucci-topolino) e di come certi metodi arretrati usati nei laboratori possono rallentarne se non addirittura fermare il progresso della ricerca. Sì, siamo fermi al medioevo e sapete perché? Per soldi, sempre per soldi, per gli interessi dei soliti baroni dell'università, come ha raccontato senza mezze parole il professor Bruno Fedi​ (primario di oncologia). Il percorso interessi-università-ricerca-industria è piuttosto tortuoso ma il professore l'ha spiegato molto bene.

Il dottor Oriano Perata mi ha fatto venire i brividi quando ci ha raccontato dell'assoluta mancanza di esercitazione pratica (sui cadaveri) dei chirurghi che arrivano nel mondo del lavoro dopo 6 anni di studi e 6 anni di specializzazione e dell'importanza di esercitarsi sui cadaveri umani per creare la corretta/veloce connessione mano-cervello  del chirurgo. Perché questa assoluta mancanza di cadaveri per esercitazioni? Per tanti motivi: organizzativi, di interesse, psicologici e religiosi. Lo sapevate che a un cadavere si può applicare la circolaizone extracorporea e quindi il chirurgo può esercitarsi come se il corpo fosse vivo? Pensate che esperienza utile potrebbe essere imparare a operare su un corpo umano. La dottoressa Penco, malata di sclerosi multipla, si sta battendo anche per questo.

Interessantissimo l'intervento di Maurilio Calleri (veterinario) che ha spiegato che a livello biologico la diffrenza fra un umano e una scimmia è ben oltre quel 2% di DNA quindi che senso scientifico ha sperimentare farmaci sui primati non umani?

La psicologa Federica Nin​ ha parlato della malattia che corre nella sua famiglia e perché la sperimentazione animale, come dice la dottoressa Susanna Penco, sta interferendo nella ricerca di una cura.

La dottoressa  Candida Nastrucci​ ci ha fatto "sognare" raccontandoci di metodi sostitutivi strabilianti (ma ancora non adottati... perché? Mistero!) mentre il dottor Massimo Tettamanti (chimico ambientale e criminologo) ci ha dimostrato come le case farmaceutiche usino la logica (tutto documentato) sempre a loro favore.

Morale: anche se degli animali non ve ne frega assolutamente nulla, anche se i topi secondo voi possono morire a migliaia nei laboratori perché tanto l'essere umano è superiore e può fare quello che gli pare... spero che almeno siate d'accordo su una cosa: c'è bisogno di una ricerca affidabile, basata sulle più moderne metodologie*. Quindi abbiamo bisogno di scienziati il cui scopo non deve essere la mera pubblicazione ma l'impegno costante per la sconfitta delle malattie. O almeno provarci. Seriamente e con passione.

*lo sapevate che il test di un antidepressivo prevede di mettere un topo in acqua per vedere quanto dura nello sforzo? Ne parlerò nel post di lunedì)

 

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