Stampare il mondo

n. 289

Stampare il mondo

3d print

Ieri sera a casa di un'amica è saltato fuori l'argomento “stampante 3D”…
Giusi: Avete letto che in Africa hanno stampato in 3D una tavoletta di cioccolato?
Davide: Ma dove l'hai letta sta minchiata? Hahahahhaa!
Giusi: Scemo, l'ho letto su Vanity Fair!
Paolo: Ah, beh si sa che Vanity fair è il faro della scienza…
Deby: Ah, sì anche io l'ho letto su Vanity!!!!
Giusi: Hai visto? Non dico scemenze!
Davide: A me sembra una minchiata, se non lo vedo non ci credo…
Paolo: Ma sarà stata una tavoletta di plastica e hanno fatto uno scherzo ai bambini…
Andreone: Guardate che è vero, ho letto che hanno stampato un fucile perfettamente funzionante…
A questo punto non potevo non scrivere questo post!

Che cos'è una stampante 3D
È una macchina collegata ad un computer che realizza oggetti di diversi materiali senza il bisogno di avere una catena di montaggio. Fabbrica tazze, bicchieri, giocattoli, parti meccaniche, torte e nell'immediato futuro perfino parti del corpo. Forse il nome “stampante” è fuorviante perché lo associamo alla carta, alla bidimensionalità delle cose piatte. Ma la parola “stampa” non è del tutto errata perché anche la stampa di un documento che esce dalla stampante di casa è tridimensionale anche se non lo vediamo : con un microscopio potremmo scoprire che le goccioline tridimensionali di toner formano le singole lettere. Se per assurdo immaginassimo di continuare ad aggiungere goccioline per qualche migliaia di volte, otterremo lettere tridimensionali.

Questa tecnologia si chiama anche fabbricazione additiva (additive manufacturing) perché il materiale viene aggiunto passo dopo passo, a differenza dell'attuale fabbricazione sottrattiva, che prevedere la costruzione di un pezzo “scolpendolo” da un blocco di materiale (metallo, pelle, ecc).

Come funziona?
Gli oggetti che si stampano in 3D sono ottenuti stratificando il materiale (di plastica, metallico, carta, edibile, ecc…). La stampante è collegata a un computer, che ha in memoria la forma dell'oggetto e tutte le fasi di composizione. L'oggetto è costruito strato su strato, dalla base fino alla cima. Ogni strato può essere molto complicato: la stampante riesce a creare anche parti non piatte e che dovranno muoversi, come ruote o cardini. Per questo si potrebbe stampare un'intera bicicletta senza l'aiuto di alcun attrezzo perché è solo una questione di lasciare gli spazi nel luogo giusto.

Insomma, sta per arrivare una grande, enorme rivoluzione. Perfino il presidente americano Obama ha sottolineato, durante un discorso, la portata di tale cambiamento e ha citato il National Additive Manufacturing Innovation Institute, una partnership pubblica e privata sorta nel 2012 nella città di Youngstown (Ohio) per fare da polo di ricerca su come portare la stampante 3D alla portata “domestica”.

Io sto già sognando il momento in cui stamperò il mio primo paio di scarpe personalizzate, che non faranno male in alcun punto perché saranno costruite per accarezzare perfettamente i miei piedi.

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