Un Secolo modello

n. 233

Bohr

Sono stata a Locarno, ospite della settima edizione de "Il Viaggiatore Scientifico"* nell'ambito di Asconosc(i)enza nella giornata di studio dedicata agli insegnanti sulla divulgazione scientifica. Ho raccontato come il grande Niels Nohr giunse, 100 anni fa, al modello di atomo che porta il suo nome: le cariche positive compatte al centro e gli elettroni attorno che seguono orbite quantizzate. Sono molto felice perchè la fisica quantistica ha riscosso molto successo! E nonostante fosse la mia prima esposizione aiutata con le slides di PowerPoint, è andata bene anzi, benissimo dato che molti insegnanti mi hanno chiesto il ppt! Bene ora è a disposizione. E ora qualche riflessione personale.

Mentre giravo per il centro di Locarno, mi sentivo all'interno di un paradosso sociale. La gente parlava italiano, le insegne dei negozi erano italiane e anche i tratti somatici delle persone erano "italiani" (ho notato tantissimi mori con occhi scuri, per dire). Eppure ero all'estero, come la società telefonica mi ha fatto notare via sms non appena ho varcato il confine. Per non parlare ovviamente dei prezzi espressi in franchi. Non vi nessuna traccia dell'atmosfera cupa e pesante che si respira qui. Mi chiedevo se e quanto fossimo "fratelli" ma non siamo neanche parenti. Ho nostalgia dell'ordine, della pulizia e dell'educazione di quell' "anomalia in italiano". Il centro dove ho tenuto la mia conferenza era bellissimo, con grandi aule dotate di ogni supporto tecnico. E nel corridoio, appoggiato su un tavolino, a disposizione di tutti un grande Mac senza catene o lucchetti. Pensate che i treni hanno dei monitor ad altezza dello sguardo che segnalano il binario d'arrivo e di tutte coincidenze. I sottopassaggi sono dotati da una parte di scivolo e dall'altra di scale. Sono sciocchezze? Non credo.

Il treno che mi ha portata da Chiasso a Monza era sporco ovunque. Nessuna segnalazione utile nè a bordo nè una volta scesa: ho anche perso la coincidenza perchè i cartelloni elettronici hanno fatto confusione fra due treni successivi, scambiandone la destinazione. Come nella vita di coppia si litiga furiosamente per le sciocchezze, il nostro rapporto con l'Italia si appesantisce per una serie di logoranti "piccolezze" che rovinano la giornata e la vita. Non so se avrei il coraggio di lasciare il mio Paese, più complicato della fisica quantistica, ma in questi giorni sono piuttosto sconcertata. Sarà l'età, dato che si avvicina il giorno del mio 45esimo compleanno? Mi hanno fatto notare, su Facebook, che la Svizzera ha autorizzato l'uccisione dei gatti randagi. Perchè non inorridisco? Perchè è una bufala.

*<a href="http://www.supsi.ch/dfa/eventi-comunicazioni/eventi/2013/2013-02-05.html...

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