Sangue e quantistica

n. 271

Sangue e quantistica

sangue

Non capisco. I serial medici mi danno un'ansia pazzesca, anche quando il paziente si salva. Eppure non riesco a smettere di guardarli. Sono arrivata molto in ritardo ma adesso seguo le vicende di Grey's Anatomy. Forse è per questo che sono rimasta colpita dalla seguente notizia. Alle volte i globuli rossi conservati nelle sacche da trasfusione si dimostrano poco efficienti nel trasferire ossigeno ai tessuti. L'evento è molto raro ma gli scienziati sottolineano il bisogno di inventare qualcosa per risolvere il problema perché ogni anno si utilizzano circa 85 milioni di unità di sangue, quindi le complicazioni sono numericamente importanti e da prendere in considerazione.

E' per questo motivo che gli scienziati della Case Western Reserve University di Cleveland si sono impegnati per trovare una soluzione. Hanno scoperto che per avere globuli rossi più efficienti si potrebbe aggiungere ossido nitrico (NO). Questo è un gas formato da molecole biatomiche, un ossigeno più un azoto. Si lega facilmente alle altre sostanze perché è un radicale libero: cioè la distribuzione energetica dei suoi elettroni lo rende molto “appiccicoso” (in termini da fisici: i radicali liberi hanno elettroni “spaiati”, un fenomeno squisitamente quantistico).

A chi soffre di cuore, si raccomanda di prendere la nitroglicerina in caso di forti dolori sospetti: questa sostanza infatti all'interno dell'organismo si decompone e rilascia ossido nitrico. Questo si attacca all'emoglobina (la proteina che dà il colore rosso e trasporta l'ossigeno) e forma un composto che immediatamente provoca una vasodilatazione, rendendo più facile il percorso del sangue e quindi dell'ossigeno verso i tessuti.

Quindi la soluzione proposta è: aggiungere NO (un processo che si chiama renitrosilazione) al sangue conservato poco prima della trasfusione. Perché non prima? Perché il composto emoglobina+NO tende a degradare nel tempo.

Chissà se il dottor House la sa questa cosa…

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