truffa-in-farmaciaPremessa: ritengo che ogni maggiorenne consapevole possa curarsi come vuole, anche mettendosi la cacca di gatto sulla testa nelle notti di Luna piena (basta che non pesi sul Servizio Sanitario Nazionale). Ma se ti chiedo un farmaco vero, tu farmacista furbetta non mi devi rifilare un farmaco omeopatico. L’altro giorno alla farmacia della stazione Garibaldi di Milano è avvenuta la seguente scenetta. Mia cugina chiede il Voltaren in pomata per le contusioni…(continua)

 

truffa-in-farmaciaPremessa: ritengo che ogni maggiorenne consapevole possa curarsi come vuole, anche mettendosi la cacca di gatto sulla testa nelle notti di Luna piena (basta che non pesi sul Servizio Sanitario Nazionale). Ma se ti chiedo un farmaco vero, tu farmacista furbetta non mi devi rifilare un farmaco omeopatico. L’altro giorno alla farmacia della stazione Garibaldi di Milano è avvenuta la seguente scenetta. Mia cugina chiede il Voltaren in pomata per le contusioni (aveva “sbattuto” il pollice contro la capoccia del cane dell’altra mia cugina in un impeto di scambi affettuosi). La farmacista le consiglia qualcosa a base di arnica. Si assenta per un attimo e torna con un prodotto della Boiron, nota casa di preparati omeopatici. Alla vista del marchio afferro la confezione prima che la farmacista faccia lo scontrino e dico a mia cugina: “Guarda che è omeopatia, lo vuoi?”. Mia cugina strabuzza gli occhi e dice: “Assolutamente no!”. Al che la farmacista mi guarda con odio e dice:

– Qualcosa non va?

– Sì, non vogliamo una roba omeopatica – dico io in tono fermo.

– Perché? – chiede lei scocciata.

– Perché voglio un farmaco vero – dico io guardandola negli occhi.

– Mi scusi ma lei che competenze ha?-

A parte che non sono tenuta a raccontarti il mio curriculum, ignoro la domanda e insisto:

– Mi da il Voltaren per favore? – chiedo con tono deciso. E lei:

– Perchè la medicina è una scienza esatta? –

– No certo la medicina è un’arte ma vogliamo un vero farmaco, grazie. – insisto.

Sento la pressione che mi sale, mi sentivo la vena del collo dilatata tipo Hulk. Mia cugina (dolorante) mi guarda con gli occhioni spalancati.

– Ma lei sa come funziona l’omeopatia? – insiste la pseudo-farmacista.

Vi confesso che avevo voglia di metterle le mani addosso, così le contusioni le poteva finalmente curare con la sua arnica omeopatica.

-Sì certo che so come funziona, con un meraviglioso effetto placebo se si è fortunati.- rispondo.

Al che la farmacista stizzita riprende la confezione omeopatica e sbatte sul banco la pomata di Voltaren.

La scenetta mi induce un pensiero malefico: che la farmacista abbia una percentuale sulle vendite. Altrimenti non si spiega questo accanimento per difendere le Boiron. Mi sono sentita al centro di un tentativo di truffa.  E sì, l’arnica l’ho usata anche io ma in un preparato erboristico, cioè VERO, cioè bello pienotto di principio attivo. Mai confondere l’omeopatia con la terapia erboristica: le molecole estratte delle piante sono una continua fonte di ispirazione per i ricercatori. Perfino la pillola anticoncezionale ha iniziato così, da una pianta (Dioscorea mexicana). L’omeopatia invece si basa sul concetto di diluizione dell’attivo e sulla fantomatica memoria dell’acqua. E ultima cosa non indifferente, mia cugina è stata operata per un tumore al seno dieci anni fa all’età di 39 anni ed è solo grazie alla chemioterapia se oggi è ancora con noi.