gattoDurante le mie ricerche sul mondo della Sperimentazione Animale, mi sono imbattuta in una serie di immagini raccapriccianti, che non intendo mostrare.

Ho sperato fino all’ultimo che fossero false. Invece sono reali, come mi ha confermato la fonte di provenienza delle immagini stesse.

E allora voglio raccontare la storia di questi gatti per rendere omaggio alla loro memoria.

Loro che hanno avuto la sfortuna di essere catturati e utilizzati come oggetti.  

Gli scienziati che li hanno usati, è necessario dirlo, non hanno infranto la legge. La legge degli uomini ovviamente. (continua)

gattoDurante le mie ricerche sul mondo della Sperimentazione Animale, mi sono imbattuta in una serie di immagini raccapriccianti, che non intendo mostrare. Ho sperato fino all’ultimo che fossero false.

Invece no, sono reali, come mi ha confermato la fonte di provenienza delle immagini stesse.

 

E allora voglio raccontare la storia di questi gatti per rendere omaggio alla loro memoria. Loro che hanno avuto la sfortuna di essere catturati e utilizzati come oggetti.  

 

Gli scienziati che li hanno usati, è necessario dirlo, non hanno infranto la legge. La legge degli uomini ovviamente.

 

Questa storia inizia in un laboratorio della University of Wisconsin-Madison, diretto dal dottor Tom Yin, un luminare che ha pubblicato dal 1973 ben 82 paper: ha studiato i meccanismi messi in atto dal cervello per percepire ed elaborare i suoni, in particolare nella localizzazione sonora.

 

Noi umani riusciamo a percepire sottili differenze nelle frequenze e nel volume a seconda della direzione in cui arriva il suono. Sapete chi ci batte in questa performance? Il gatto. Non a caso le loro orecchie (dette “pinne”) sono così grandi e di quella forma: servono a “raccogliere” il suono, in modo da percepire all’istante il fruscio di un topolino che si muove sotto le foglie, a captare il ronzio di un insetto o il passo veloce di un predatore da cui scappare. Chi vive con i mici lo sa molto bene: vedono e sentono cose che a noi umani sfuggono!

 

Bene, allora torniamo al dottor Yin. Ha voluto studiare i gatti per acquisire nuove informazioni su come funziona la localizzazione sonora nel nostro cervello. Nel sito dell’Università presso cui lavorava lo studioso sono consultabili integralmente alcune sue pubblicazioni.

 

Per esempio, in un documento del 2005 pubblicato sul The Journal of Neuroscience, Yin descrive la procedura utilizzata: dopo averli anestetizzati, ai gatti sono state rimosse le orecchie. E inserito un tubulo in trachea per mantenere la respirazione. E sono stati inseriti elettrodi nel cranio.

 

Yin però vuole fare anche altro: condurre uno studio pilota sugli impianti cocleari.

 

L’impianto cocleare è un dispositivo che stimola le fibre nervose della coclea (una zona dell’orecchio interno) ed è impiantato chirurgicamente: nel mondo lo 0,09% dei sordi ha questa protesi. Di solito si impianta solo in un orecchio: per questo  motivo nel 2008 Yin decide di verificare cosa succede alla percezione dei suoni con due impianti cocleari anziché uno solo.

 

Né lui né la sua collega Ruth Litovsky però hanno mai eseguito questa procedura: così arriva dall’Australia il professor Robert Shepherd, direttore del Bionics Institute che ha già lavorato su gatti di poche settimane. Naturalmente non si può aspettare che da una cucciolata di gatti nascano gattini sordi. E tantomeno cercare gatti adulti con questo problema. Per questo motivo i felini utilizzati sono stati resi sordi attraverso l’iniezione di una sostanza  (neomicina solfato, mentre per i cuccioli Shepherd aveva usato la kanamicina e l’acido etacrinico).

 

Affinchè Yin possa ripetere in autonomia la procedura chirurgica che prevede l’applicazione del doppio impianto cocleare, vengono scattate numerose foto. L’esperimento Yin-Shepherd però non funziona. Ripetuto nel 2009, fallisce di nuovo: i gatti sono rimasti sordi nonostante i due impianti (identici a quelli per uso umano).

 

Mi spiega Jenny Peek, la giornalista che nel gennaio 2014  ha realizzato l’inchiesta su questo laboratorio per Isthmus.com: «Ho scoperto che lo studio sull’impianto cocleare è stato un insuccesso sia da Yin che dal direttore del Research Animal Resources Center della Madison University. Quando uno studio fallisce o ha successo, i ricercatori devono fare rapporto alle persone che sovraintendono gli esperimenti sugli animali e all’USDA (United States Department of Agriculture), che a sua volta sovrintende l’Animal Welfare Act (legge sul benessere animale, ndr). Yin mi ha raccontato che lo studio sull’impianto cocleare sui gatti era stato estremamente invasivo. Sarebbe stato un successo se avessero scoperto che due impianti sono meglio di uno. Ma i dati sono stati inconcludenti e dato che l’atto chirurgico era così aggressivo, hanno pensato che non fosse giusto provarlo su altri gatti senza la certezza del 100% che potesse funzionare. La qualità di vita dei gatti su cui sono stati fatti gli esperimenti era così fortemente compromessa da rendere i gatti non adottabili». I gatti infatti sono stati soppressi.

 

Se le 125 foto di quegli esperimenti sono uscite dal laboratorio nel 2012 è stato per la pressione esercitata nel 2009 dalla discussa e discutibile associazione americana PETA (People for the Ethical Treatment of Animals). Così ho chiesto alla giornalista come è percepita questa associazione, dato che spesso se ne parla come un gruppo di terroristi: «Domanda difficile. Non direi che sono dei terroristi ma le loro strategie sono decisamente estreme. Detto questo, alcune loro campagne sono riuscite a fermare la sperimentazione animale. Credo che abbiano fatto qualcosa di buono ma possono anche fuorviare le persone. Le immagini utilizzate per tappezzare gli autobus di Madison City nel 2014, erano di gatti con gli impianti cocleari di Yin, ma lo scienziato aveva già smesso di fare quegli esperimenti. E quando sono andata al suo laboratorio, c’erano gatti normali, fra cui Broc, un gatto di 13 anni, che mi sembrava molto rilassato».

 

Le immagini, davvero impressionanti, di cui parla la Peek sono di Double Trouble, il bellissimo gattone rosso sacrificato nel 2008, diventato il simbolo di quegli esperimenti. Yin ora è in pensione e l’Università ha deciso di non proseguire l’attività del laboratorio. Al momento della definitiva chiusura c’erano cinque gatti: quattro sono stati adottati, il quinto è stato soppresso.

 

Un’ultima cosa. Cercando materiale per questo post, mi sono imbattuta in un tema che mi sta facendo molto riflettere. Nella comunità dei sordi esiste una spaccatura profonda: non tutti vogliono l’impianto cocleare. Ci sono persone che ritengono questo dispositivo uno sfregio alla loro cultura,  un’imposizione di normalizzazione da parte della società degli udenti. Già, che cosa è la normalità?

 

In memoria di

Double Trouble

Cali

Daisy

Slinky

Timmy

Patches

Marble

Tiger

Mama Grey

 

Fonti

 

http://www.storiadeisordi.it/articolo.asp?ENTRY_ID=2288

http://profiles.arts.monash.edu.au/rob-sparrow/download/Deaf-Culture.pdf

http://www.isthmus.com/news/science/how-uw-madison-lab-cats-became-the-symbols-for-petas-campaign-against-animal-research/

http://www.jneurosci.org/content/25/46/10648.full.pdf+html

http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs300/en/

http://www.businessinsider.com/life-changing-cochlear-implants-2014-8?IR=T

http://www.researchgate.net/publication/21385699_Electrical_stimulation_of_the_auditory_nerve_in_deaf_kittens_effects_on_cochlear_nucleus_morphology

http://www.storiadeisordi.it/articolo.asp?ENTRY_ID=2288

http://profiles.arts.monash.edu.au/rob-sparrow/download/Deaf-Culture.pdf

http://grants.nih.gov/grants/olaw/foia-uwm-2013/r_Exhibit%207.pdf

 

In the name of research

During my research on the world of Animal Experimentation, I came across a series of gruesome images, which I do not intend to show. I hoped to the last that they were false.

But no, they are real, as the source of origin of the images themselves confirmed me.

 
And then I want to tell the story of these cats to pay tribute to their memory. They who have had the misfortune to be captured and used as objects.

 
Scientists who have used them, you must say, they have not broken the law. The law of men of course.

 
This story begins in a laboratory of the University of Wisconsin-Madison, led by Dr. Tom Yin, a luminary who has published some 82 papers since 1973: he studied the mechanisms put in place by the brain to perceive and process sounds, especially the localization sound.

 
We humans can perceive subtle differences in the frequency and volume depending on which direction the sound comes. Do you know who beat us in this performance? The cat. No coincidence that their ears (called "pinnae") are so large and of that form: they serve to "collect" the sound, so they instantly feel the rustle of a mouse that moves under the leaves, capture the hum of an insect or the fast pace of a predator to run from. Those who live with cats knows this very well: they see and hear things that are beyond us humans!

 
Well, then let's go back to Dr. Yin. He wanted to study the cats to gain new information about how the sound localization in our brain. The site of the University where he worked can be found in full some of his publications.

 
For example, in a paper published in 2005 in The Journal of Neuroscience, Yin describes the procedure used: after being anesthetized, cat ears were removed. And a tubule inserted into their trachea to maintain the breathing. And electrodes were inserted into the skull.

 

Yin however want to do even more: to conduct a pilot study on cochlear implants.

 
The cochlear implant is a device that stimulates nerve fibers in the cochlea (inner ear area) and is surgically implanted: 0.09% in the world of the deaf has this prosthesis. Usually implanted only in one ear, this is why in 2008 the Yin decided to check what happens to the perception of sounds with two cochlear implants instead of one.

 
Neither he nor his colleague Ruth Litovsky but have never performed this procedure: so australian Professor Robert Shepherd, director of the Bionics Institute who worked on cats of weeks, came. Of course you can not wait fore some kittens born deaf. And nor seek adult cats with this problem. For this reason felines used were rendered deaf through the injection of a substance (neomycin sulphate, while for the puppies Shepherd had used kanamycin and ethacrynic acid).

So Yin can repeat independently the surgical procedure that involves the application of double cochlear implant, many photos are taken. The experiment Yin-Shepherd, however, does not work. Repeated in 2009, fails again: cats remained deaf despite the two systems (the same as those for human use).

 
Jenny Peek, the journalist who in January 2014 has made the investigation of this laboratory for Isthmus.com, explains me: "I discovered that the study on the plant Cochlear has been a failure by both Yin that the director of the Research Center of Animal Resources Madison University. When a study fails or succeeds, researchers have to report to the people that oversee animal experiments and the USDA (United States Department of Agriculture), which in turn oversees the Animal Welfare Act (law on animal welfare, ed ). Yin told me that the study on the plant cochlear about cats had been extremely invasive. Would be a success if they discovered that two systems are better than one. But the data were inconclusive and since the surgical procedure was so aggressive, they thought it was not right to try it on other cats without 100% certainty that it would work. The quality of life of cats which have been made experiments was so severely damaged as to make the cats not adoptable. " Cats in fact have been suppressed.

 
If the 125 photos of those experiments left the lab in 2012 was for the pressure in 2009 by the American Association discussed and controversial PETA (People for the Ethical Treatment of Animals). So I asked the journalist as perceived this association, since it is often talked about as a group of terrorists: "Though question. I would not say that they are terrorists but their strategies are very extreme. That said, some of their campaigns are able to stop animal testing. I think they have done something good but it can also mislead people. The images used to upholster buses Madison City in 2014, were of cats with cochlear implants by Yin, but the scientist had already stopped doing those experiments. And when I went to his lab, there were normal cats, including Broc, a cat of 13 years, he was very relaxed. "

 
The images, really impressive, mentioned are of Double Trouble, the beautiful ginger cat sacrificed in 2008, she became the symbol of those experiments. Yin is now retired and the University has decided not to pursue the activities of the laboratory. At the time of definitive closure there were five cats, four were adopted, the fifth has been suppressed.

One last thing. Looking for material for this post, I came across an issue that I think is doing a lot. In the deaf community there is a deep rift: not everyone wants the cochlear implant. There are people who believe this device an affront to their culture, an imposition of standards by the company of the deaf. Yeah, what is normal?

In memory of

Double Trouble

Cali

Daisy

Slinky

Timmy

Patches

Marble

Tiger

Mama Grey