Ho provato il peeling brasiliano

n. 622

salicilicoIl caso vuole che anche questo post sia di cosmetica. Non però quella in tubetto: quella che si fa dal medico estetico perché gli ingredienti in gioco sono pericolosi se usati male. E allora ecco che un piccolo racconto della MarelliMiao che si è fatta applicare sul viso una mistura di acidi che le ha ricordato le secrezioni di Alien: avete presente quel fluido che bucava l’astronave?

Ma partiamo dall’inizio, che se non vi descrivo come mi sono sentita, poi mi rimangono le parole nella testa, l’entropia aumenta e la mia lucidità mentale diminuisce. Abbiate pazienza.

Arrivo, mi stendo sul lettino e quando la dottoressa mi dice: Sei pronta per il peeling brasiliano? mi rendo conto che il termine “brasiliano” evoca in me due cose: un lato B da urlo (non è il mio caso) e una ceretta totale della zona “Origine del Mondo” che ho scoperto grazie a Sex&The City (Carrie è depilata a sorpresa...completamente. E anche questo non è il mio caso).

Scopro che il peeling di cui mi parla la dottoressa è un mix di acidi inventato dai medici estetici brasiliani e che lei acquista direttamente là, che ho già sentito: glicolico, lattico e salicilico. Il primo si trova in basse concentrazioni in diversi prodotti cosmetici e serve per accelerare l’esfoliazione naturale delle cellule morte (lo sapete che quando vi guardate allo specchio, la pelle che  vedete non è più quella di 30 giorni fa?); l’acido lattico lo sentiamo nominare quando si parla di sport, di solito: a differenza di quanto si crede, però, non  causa dolore il giorno dopo uno sforzo fisico ma è prodotto dall’organismo durante l’intenso movimento fisico. Cosa c’entra in cosmetica? Semplice: anch’esso esfolia la pelle ma lo fa in modo più gentile rispetto all’acido glicolico ed è utile per le cicatrici lasciate dall’acne. E l’acido salicilico è ancor più noto: è l’attivo dell’antinfiammatorio più famoso del mondo, l’Aspirina. Questo acido, a differenza del glicolico, riesce a penetrare nei pori e a “purificarli” in modo da attenuare le infiammazioni e pulire a fondo la pelle. Per spiegare come e dove agiscono questi acidi, la dottoressa si serve di un modello di pelle tridimensionale in resina ed è molto chiara nelle sue spiegazioni: mi fa molto piacere, apprezzo quando i professionisti vogliono spiegare le cose e non liquidano le faccende in modo sbrigativo, come se la persona che hanno davanti avesse in testa due neuroni affaticati.

Ma torniamo al lettino su cui sono sdraiata. Un’assistente mi pulisce il viso passando una spugna imbevuta di struccante dal profumo buonissimo (mi sono dimenticata di chiedere cosa fosse) e già penso che quando uscirò sarò appunto struccata e farò spaventare i bambini ma pazienza: al telegiornale vedono di peggio. La dottoressa mi stende un pre-peeling: acido glicolico da tenere 10 minuti. Non sento nulla. Poi di nuovo la spugna mi pulisce il viso ed ecco il pezzo forte: il mix di acidi è rapidamente spennellato sul mio viso e sul collo: sento un lieve pizzicore sulle guance ma si attenua quasi subito. E dopo 2 minuti, via tutto, con un risciacquo molto accurato. Non deve rimanere neanche una molecola perché appunto questi acidi sono usati in alte concentrazioni e possono letteralmente bucare e bruciare la pelle. Quando mi guardo allo specchio, penso che sia tutto merito… delle luci. La mia pelle non è per niente arrossata ma fresca, uniforme e luminosa. Stendo un velo di crema solare perché oggi il Sole è molto intenso. Mi riguardo con lo specchietto della cipria in strada: cavolo, non era un effetto di luci dello studio medico. La mia pelle è veramente luminosa e “pulita”. Un risultato strepitoso. Il trattamento andrebbe ripetuto 1 volta al mese, seguito da una maschera idratante, che ho saltato perché avevo un altro appuntamento di lavoro. E non mi sono ritruccata, incredibile. Che colpo di lato B (B come Brasile?) che avete bambini, niente spaventosi incontri per oggi. Per informazioni: Dottoressa Dvora Ancona, Studio Juva, via Turati 26, Milano - www.dvora.it

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