caffePer digerire il post precedente, ci vuole un po’ di caffé. Ho scoperto una cosa interessantissima sul blog di Nathan Myhrvold, un fisico, matematico e ora genio della cucina. Ha raccontato perché aggiungere un goccio di latte nel caffé, rallenta il suo raffreddamento.

Sembra assurdo, vero? Ma è questo il bello anzi il bellissimo della Fisica:  non permette di dare mai nulla per scontato.

La sorpresa, l’”effetto uau” come lo chiamo io, è sempre piacevolmente in agguato! Beh, torniamo al caffé. Di mezzo c'è lo zampino di…(continua)

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Per digerire il post precedente, ci vuole un po’ di caffé. Ho scoperto una cosa interessantissima sul blog di Nathan Myhrvold, un fisico, matematico e ora genio della cucina. Ha raccontato perché aggiungere un goccio di latte nel caffé, rallenta il suo raffreddamento. Sembra assurdo, vero? Ma è questo il bello anzi il bellissimo della Fisica:  non permette di dare mai nulla per scontato. La sorpresa, l’”effetto uau” come lo chiamo io, è sempre piacevolmente in agguato! Beh, torniamo al caffé. Di mezzo lo zampino di una legge, chiamata legge di Stefan-Boltzmann.

Joseph Stefan (1835-1893) era un fisico, un matematico e un poeta (beh, anche i fisici hanno un cuore, non credete agli stupidi sterotipi). Nato in Slovenia, prese poi la cittadinanza austriaca. Mise a punto una legge nel 1879 per descrivere l’emissione di energia da parte del corpo nero (un oggetto ideale, capace di emettere luce e di assorbirla in modo perfetto, praticamente il “seme” da cui nacque la fisica quantistica), legge che poi venne modificata da un suo studente, chiamato Ludwig Boltzmann, fisico e filosofo austriaco (soffriva di disturbo bipolare e si uccise mentre era in vacanza in Italia con la famiglia).

Ebbene la legge di Stefan-Boltzmann dice che le superfici più calde rilasciano calore più rapidamente e in particolare la potenza di emissione è proporzionale alla temperatura (in gradi kelvin) elevata alla quarta potenza.

Come si traduce questo in una tazzina di caffé macchiato? Supponiamo di avere due tazzine di caffé appena fatte e alla stessa temperatura (di solito attorno agli 85 °C). Mettiamo un po’ di latte freddo nella tazza n. 1. Ovviamente la temperatura si abbassa immediatamente. Ma il ritmo con cui perde calore, ora rallenta. Nel frattempo la tazza n.2, a cui nulla è stato aggiunto, emette più in fretta il calore, tanto che dopo soli 5 minuti i caffé saranno alla stessa temperatura! E se aspettiamo ancora un po’, quello corretto col latte sarà più caldo di quello “tutto nero”.